L’utilizzo di una prova acquisita in maniera illecita da un privato nell’ambito di un procedimento penale
Giurisprudenza del Tribunale federale, analisi delle possibili conseguenze penali e deontologiche, e riflessioni sull’incremento dell’intelligenza artificiale.
Avvocato, Studio legale Marco Masoni / Studio legale e notarile Andrea Sanna, Lugano
Il confine tra mondo reale e mondo virtuale non è mai stato così permeabile. Nella società contemporanea, le nuove tecnologie, caratterizzate da una rapida e costante evoluzione, esercitano una profonda influenza su tutti gli aspetti della vita individuale e collettiva. La tendenza a documentare gli eventi della quotidianità attraverso fotografie, registrazioni audio o video è ormai parte integrante della realtà odierna. Nel contesto di un procedimento penale, tali contenuti possono assumere valore probatorio. Sebbene l’inchiesta penale sia di competenza esclusiva delle autorità di perseguimento penale, tali prove possono essere raccolte anche da privati, talvolta anche in maniera illecita, ed essere utilizzate dal magistrato inquirente a carico o discarico dell’imputato. Poiché il legislatore non ha disciplinato in modo specifico l’utilizzo delle prove illecite raccolte da privati, l’Alta Corte ha sviluppato una propria teoria in merito, riassunta succintamente nel presente contributo.
- Introduzione
- Il modello normativo
- Giurisprudenza del Tribunale federale
- Mezzi di ricorso
- Possibili conseguenze in caso di richiesta di assunzione agli atti di prove illecite
- Autenticità di una prova e conclusioni riflessive
- Schema