La Data Protection come diritto non assoluto
Privacy e interessi pubblici: un difficile bilanciamento di interessi
Fondatore e Direttore di RP Advisor Swiss S.A., Security Manager, Senior Privacy Consultant e DPO certificato
Contrariamente a quanto deducibile dalla comune concezione, il concetto di Privacy è un postulato tutt’altro che individualistico, concretizzandosi piuttosto come la sintesi perfetta di esigenze eterogenee che fanno capo a diversi attori sociali e che hanno portato alla creazione di un assunto altamente poliedrico. C’è di più. Quello alla privacy è certamente un diritto fondamentale, ma non è da intendersi come assoluto: esso risente fortemente del clima socioculturale in cui tenta di affermarsi ed è notevolmente influenzato (e si potrebbe dire addirittura ostacolato) dalle contingenze e dallo stato dell’arte legati ad un determinato periodo storico. Difatti, la globalizzazione delle economie, in combinato disposto con gli ultimi sensazionali approdi delle ICT (Information and Communication Technologies), hanno restituito la cd. “Data Driven Economy”, un universo all’interno del quale la protezione del dato fatica ad affermarsi, divenendo sovente la controparte soccombente di interessi (pubblici e privati) preponderanti. A questo proposito, anche alla luce della recente entrata in vigore della nuova Legge federale sulla protezione dei dati (LPD), il presente contributo persegue l’obiettivo di analizzare le attuali sfide poste all’attenzione della Data Protection a fronte dei nuovi sviluppi internazionali in materia fiscale, i quali, nell’attuazione del principio di trasparenza fiscale internazionale, operato per il tramite degli strumenti dell’Exchange of Information, spesso rischiano di mettere in secondo piano la tutela del dato personale.